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Il Partito Democratico dei miei sogni
Di Alessandro Paschero (del 12/08/2008 @ 16:29:18, in Politica, linkato 3849 volte)
Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere un grande Partito popolare e di massa fondato sulla partecipazione attiva dei cittadini. Un Partito fortemente strutturato sul territorio con sedi in ogni comune d’Italia e organizzazioni intermedie a livello provinciale e regionale. Insomma, non un partito leggero o di opinione, che si riduce ad essere un mero comitato elettorale, ma al contrario un partito fortemente radicato sul territorio, strutturato a rete con forti ramificazioni nella società civile e fondato sulla democrazia partecipativa a tutti i livelli sul modello delle primarie. Il Partito Democratico dei miei sogni deve inserirsi a livello internazionale nell’alveo dei principali Partiti progressisti e riformisti del mondo. Pertanto, dovrà in qualche modo essere associato, magari con formule innovative e ancora da studiare, sia al Partito del Socialismo Europeo (P.S.E.) sia all’Internazionale Socialista (S.I.). Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere una comunità di donne e di uomini animata dalla ferma volontà di dare vita ad un esperienza politica completamente nuova. Non deve essere il Partito degli ex-qualcosa ma un soggetto politico in grado di elaborare e di condividere insieme un progetto di società innovativo e all’altezza delle ambiziose sfide del XXI secolo. Un partito in cui tutti gli aderenti possano lasciarsi alle spalle con serenità le gloriose storie politiche da cui provengono e sentirsi co-protagonisti di un nuovo inizio, della fondazione di una nuova storia. Questo deve essere il senso autentico del concetto di Partito a vocazione maggioritaria, un Partito cioè che tenti di conquistare con la propria visione del futuro dell'Italia il maggior numero possibile di anime, senza per questo dover ricadere in progetti velleitari di autosufficienza. Prima deve venire attraverso un vero Congresso l'affermazione della propria forte identità riformista e solo in un secondo momento, in base a un chiaro e definito programma di governo, potranno definirsi le alleanze necessarie alla vittoria elettorale Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere una forza politica in cui la parola riformismo non deve coincidere e soprattutto non deve confondersi con il termine moderatismo. Al contrario, riformismo deve voler significare un forte impulso al cambiamento della società in senso progressista coniugando la radicalità degli obiettivi da raggiungere con la necessaria gradualità e accortezza nelle modalità di attuazione. Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere un soggetto politico aperto alla società civile e a tutti i soggetti politici e associativi che a vario titolo vorranno farne parte. Non deve ridursi assolutamente alla semplice somma aritmetica dei due partiti fondatori (DS e Margherita) ma al contrario deve essere fortemente inclusivo e attrattivo di tutte quelle forze sane e di progresso che si muovono nella società italiana. Penso alla diaspora socialista e a quella liberale ma anche alla cultura azionista e repubblicana, agli ecologisti e alle varie forme di espressione della società civile tipo i girotondisti, i consumatori e affini. Il Partito Democratico dei miei sogni deve avere una vigorosa caratura morale e deve combattere con ogni mezzo al suo interno la costituzione di eventuali comitati d’affari a tutti i livelli. L’onestà e la trasparenza dei comportamenti, dal singolo militante al più alto dirigente, devono essere il tratto distintivo del nuovo Partito. Un partito in cui sia le candidature che le cariche politiche interne devono essere selezionate attraverso sistemi di partecipazione democratica degli iscritti sul modello delle elezioni primarie. Non devono più esistere nomine dall’alto e cooptazioni di alcun tipo perché questo genera un virus perverso che induce il ceto politico a trasformarsi in oligarchia e ne alimenta l’autoreferenzialità e il progressivo scollamento dalla società che invece è chiamato a rappresentare. Il Partito Democratico dei miei sogni, inoltre, deve porsi tra i suoi obiettivi prioritari il tema della promozione delle nuove generazioni e la costruzione di una nuova classe dirigente anagraficamente più giovane e al passo coi tempi. Questo sforzo impone due condizioni necessarie: un investimento enorme ma indispensabile nella formazione politica e culturale e il coraggio da parte della vecchia classe dirigente di fare un vigoroso passo indietro e fare largo ai giovani. Il Partito Democratico dei miei sogni, infine, deve essere improntato ad un forte e salutare pluralismo interno che possa garantire a tutte le diverse anime che lo compongono di potersi esprimere liberamente e di poter apportare il proprio contributo culturale e di elaborazione politica. Tuttavia, tale pluralismo non deve mai tradursi in vecchi schemi correntizi, bensì servire soltanto ad arricchire il dibattito culturale interno sulle grandi questioni di fondo del nostro tempo senza mai oltrepassare il limite della civile convivenza e il sentimento di appartenenza ad una grande casa comune. Perciò, vanno benissimo le Fondazioni e le associazioni culturali, purchè si limitino a stimolare il dibattito culturale e non si trasformino a loro volta in mini-partitini in lotta tra loro all'interno di un grande "Partito-contenitore" senz'anima. Le decisioni sulle tematiche più controverse, in caso di contrasto, dovranno essere prese a maggioranza e, una volta prese, dovranno essere vincolanti per tutti gli iscritti.
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