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	<title>DemocraticMind - Il blog di Alessandro Paschero</title>
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		<title><![CDATA[Il Partito Democratico dei miei sogni]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere <b>un grande Partito popolare e di massa fondato sulla partecipazione attiva dei cittadini</b>. Un Partito fortemente strutturato sul territorio con sedi in ogni comune d’Italia e organizzazioni intermedie a livello provinciale e regionale. Insomma, non un partito leggero o di opinione, che si riduce ad essere un mero comitato elettorale, ma al contrario un partito fortemente radicato sul territorio, strutturato a rete con forti ramificazioni nella societ&agrave; civile e fondato sulla democrazia partecipativa a tutti i livelli sul modello delle primarie.
Il Partito Democratico dei miei sogni deve inserirsi a livello internazionale nell’alveo dei principali Partiti progressisti e riformisti del mondo. Pertanto, dovr&agrave; in qualche modo essere associato, magari con formule innovative e ancora da studiare, sia al Partito del Socialismo Europeo (P.S.E.) sia all’Internazionale Socialista (S.I.).
Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere una comunit&agrave; di donne e di uomini animata dalla ferma volont&agrave; di dare vita ad un esperienza politica completamente nuova. Non deve essere il Partito degli ex-qualcosa ma <b>un soggetto politico in grado di elaborare e di condividere insieme un progetto di societ&agrave; innovativo e all’altezza delle ambiziose sfide del XXI secolo. </b>Un partito in cui tutti gli aderenti possano lasciarsi alle spalle con serenit&agrave; le gloriose storie politiche da cui provengono e sentirsi co-protagonisti di un nuovo inizio, della fondazione di una nuova storia.<b> Questo deve essere il senso autentico del concetto di Partito a vocazione maggioritaria, un Partito cio&egrave; che tenti di conquistare con la propria visione del futuro dell'Italia il maggior numero possibile di anime, senza per questo dover ricadere in progetti velleitari di autosufficienza. </b> Prima deve venire attraverso un vero Congresso  l'affermazione della propria forte identit&agrave; riformista e solo in un secondo momento, in base a un chiaro e definito programma di governo, potranno definirsi le alleanze necessarie alla vittoria elettorale</b> 
Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere una forza politica in cui la parola riformismo non deve coincidere e soprattutto non deve confondersi con il termine moderatismo. Al contrario, riformismo deve voler significare un forte impulso al cambiamento della societ&agrave; in senso progressista coniugando la radicalit&agrave; degli obiettivi da raggiungere con la necessaria gradualit&agrave; e accortezza nelle modalit&agrave; di attuazione.
Il Partito Democratico dei miei sogni deve essere un soggetto politico aperto alla societ&agrave; civile e a tutti i soggetti politici e associativi che a vario titolo vorranno farne parte. Non deve ridursi assolutamente alla semplice somma aritmetica dei due partiti fondatori (DS e Margherita) ma al contrario deve essere fortemente inclusivo e attrattivo di tutte quelle forze sane e di progresso che si muovono nella societ&agrave; italiana. Penso alla diaspora socialista e a quella liberale ma anche alla cultura azionista e repubblicana, agli ecologisti e alle varie forme di espressione della societ&agrave; civile tipo i girotondisti, i consumatori e affini. 
Il Partito Democratico dei miei sogni deve avere una vigorosa caratura morale e deve combattere con ogni mezzo al suo interno la costituzione di eventuali comitati d’affari a tutti i livelli. L’onest&agrave; e la trasparenza dei comportamenti, dal singolo militante al pi&ugrave; alto dirigente, devono essere il tratto distintivo del nuovo Partito. Un partito in cui sia le candidature che le cariche politiche interne devono essere selezionate attraverso sistemi di partecipazione democratica degli iscritti sul modello delle elezioni primarie. Non devono pi&ugrave; esistere nomine dall’alto e cooptazioni di alcun tipo perch&eacute; questo genera un virus perverso che induce il ceto politico a trasformarsi in oligarchia e ne alimenta l’autoreferenzialit&agrave; e il progressivo scollamento dalla societ&agrave; che invece &egrave; chiamato a rappresentare.  
Il Partito Democratico dei miei sogni, inoltre, deve porsi tra i suoi obiettivi prioritari il tema della promozione delle nuove generazioni e la costruzione di una nuova classe dirigente anagraficamente pi&ugrave; giovane e al passo coi tempi. Questo sforzo impone due condizioni necessarie: un investimento enorme ma indispensabile nella formazione politica e culturale e il coraggio da parte della vecchia classe dirigente di fare un vigoroso passo indietro e fare largo ai giovani.
Il Partito Democratico dei miei sogni, infine, deve essere improntato ad un forte e salutare pluralismo interno che possa garantire a tutte le diverse anime che lo compongono di potersi esprimere liberamente e di poter apportare il proprio contributo culturale e di elaborazione politica. Tuttavia, tale pluralismo non deve mai tradursi in vecchi schemi correntizi, bens&igrave; servire soltanto ad arricchire il dibattito culturale interno sulle grandi questioni di fondo del nostro tempo senza mai oltrepassare il limite della civile convivenza e il sentimento di appartenenza ad una grande casa comune. Perci&ograve;, vanno benissimo le Fondazioni e le associazioni culturali, purch&egrave; si limitino a stimolare il dibattito culturale e non si trasformino a loro volta in mini-partitini in lotta tra loro all'interno di un grande "Partito-contenitore" senz'anima. Le decisioni sulle tematiche pi&ugrave; controverse, in caso di contrasto, dovranno essere prese a maggioranza e, una volta prese, dovranno essere vincolanti per tutti gli iscritti.

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		<title><![CDATA[Moratoria della pena di morte: grande vittoria per l'Italia]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<strong>L’approvazione a larga maggioranza della risoluzione per la  moratoria universale della pena di morte all’Assemblea Generale dell’O.N.U.</strong> ha segnato un successo enorme per l’Italia e giunge a coronamento di un intenso lavoro diplomatico svolto dal nostro Governo e da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, sia di maggioranza che di opposizione. Si tratta di un grande traguardo di civilt&agrave; che fa onore al popolo italiano da sempre contrario alle esecuzioni capitali e alla vendetta di Stato. <strong>Ancora una volta il nostro  Paese tanto vituperato si pone alla testa del mondo libero dimostrando di avere ancora, come &egrave; sempre stato storicamente, il grado di cultura e di civilt&agrave; giuridica pi&ugrave; avanzato del mondo.</strong> Dobbiamo perci&ograve; sentirci orgogliosi di essere italiani anzich&eacute; continuare a piangerci addosso come troppo spesso siamo abituati a fare senza una reale giustificazione. 
Cosa ne pensate? 

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		<title><![CDATA[Come far aumentare gli stipendi]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Il principale problema della maggioranza delle persone normali &egrave; oggi arrivare alla fine del mese visti <strong>gli stipendi da fame inchiodati intorno ai 1.000 euro al mese</strong>. Per sbloccare il Paese e far ripartire l’economia e quindi aumentare i redditi &egrave; necessario assolutamente creare pi&ugrave; ricchezza e sviluppo e cio&egrave; in sostanza aumentare il PIL. Come fare? Semplice. <strong>Occorre produrre di pi&ugrave; e meglio e di conseguenza dare pi&ugrave; soldi in busta paga  ai lavoratori, magari anche detassando  gli straordinari, ma soprattutto potenziando la contrattazione decentrata a livello aziendale</strong>, legandola fortemente al merito individuale e al raggiungimento di obiettivi oggettivamente quantificabili sia a livello numerico che a livello qualitativo. Ovviamente, mantenendo salda anche l<strong>a funzione centrale della contrattazione collettiva </strong>per ci&ograve; che attiene alle garanzie minime universali che spettano a tutti indistintamente. Solo cos&igrave; secondo me si pu&ograve; creare un circuito virtuoso che genera la rincorsa all’aumento della produttivit&agrave;, soprattutto nel pubblico impiego. L’essere umano (me per primo) di per s&eacute; &egrave; pigro e tende a sedersi sugli allori, perci&ograve; bisogna dargli la motivazione giusta per convincerlo a darsi da fare di pi&ugrave;. E i soldi e l’avanzamento di carriera sono un’ottima leva per smuovere le persone. <strong>Basta quindi al livellamento generalizzato verso il basso. Si alla vera meritocrazia a tutti i livelli, ma soprattutto quelli pi&ugrave; alti.</strong> Voglio dire: un manager che sbaglia politica o che fallisce gli obiettivi deve essere rimosso e non promosso. Non si pu&ograve; pi&ugrave; accettare che dirigenti pubblici e privati che hanno fatto miliardi di debiti e generato ben pochi utili vengano premiati anzich&eacute; cacciati a calci nel sedere! A partire dai banchieri corrotti. Che ne pensate di questa proposta?]]></content>
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		<title><![CDATA[Il mio Fantagoverno]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Vista l'aria di crisi che tira mi sono divertito a fare un gioco. Ho immaginato come potrebbe essere un nuovo Governo Prodi,  applicando la riforma Bassanini, che secondo me potrebbe funzionare meglio a seguito di un nuovo forte accordo della maggioranza attuale per proseguire la legislatura fino alla fine. Ovviamente l'ipotesi che si possa realizzare un Prodi Bis molto pi&ugrave; forte e coeso &egrave; da considerarsi puramente fantascientifica, ci&ograve; non toglie per&ograve; che un semplice elettore ulivista come me possa sognare ad occhi aperti un governo migliore dell'attuale. Ci&ograve; premesso ve lo presento: 

<strong>Presidente del Consiglio </strong>– PD (Romano Prodi)

<strong>Ministri senza Portafoglio: Politiche comunitarie, pari opportunit&agrave; e diritti civili</strong> - Radicali (Bonino)  ; 
<strong>Funzione pubblica, Affari Regionali, rapporti col Parlamento e riforme istituzionali</strong> - PD (Lanzillotta)

<strong>Lavoro e welfare e Vicepresidente del Consiglio </strong>– RC (Ferrero)

<strong>Esteri</strong> – PD – (D’Alema)

<strong>Interni </strong>– PD (Rutelli) 

<strong>Giustizia</strong> – PD(Finocchiaro)

<strong>Difesa</strong>– UDEUR (Fabris)
<strong>Istruzione, Universit&agrave; e Ricerca scientifica</strong> – SD (Mussi)

<strong>Economia </strong>– PD (E. Letta) 

<strong>Sviluppo economico e telecomunicazioni</strong> – PD (Bersani)

<strong>Infrastrutture </strong>– IDV (Di Pietro)

<strong>Sanit&agrave; </strong>– PD (Bindi)

<strong>Ambiente</strong> – verdi (Pecoraro)

<strong>Agricoltura </strong>- socialisti (Boselli)

<strong>Beni culturali, giovani, sport e spettacolo </strong>–  PdCI (Bellillo)

Questo non sarebbe un semplice rimpasto ma un signor Governo che tiene dentro tutti ma ottiene il risultato di avere solo 14 ministri di cui 5 donne in posti chiave. 
Ovviamente ho messo dentro le persone che mi piacciono di pi&ugrave; e che ritengo pi&ugrave; meritevoli. Chi resta fuori non se ne dispiaccia, sar&agrave; per la prossima volta!!!







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